Comune di Cogorno

Lo Stemma


Comune della provincia di Genova, liguria di levante , a 15 km da Portofino e pochi altri dalle cinque terre, Cogorno è inserito nella Valle dell' Entella ed è storicamente legato sia alla Val Fontanabuona, la valle dell' ardesia, sia alla Comunità Montana , e alla Val Graveglia  sul piano dove s'adima la fiumana bella cantata da Dante nella Divina Commedia, ( Purgatorio, XIX, v.100-102 ) che poco oltre nel mare del golfo del Tigullio tra le città di Chiavari e Lavagna, si estende il centro abitato di San Salvatore , sede del municipio, una piccola cittadina gia meta di turisti e scolaresche in visita al borgo medievale dei Fieschi ed al Polo scolastico-sportivo de "il villaggio del ragazzo". Alle sue spalle , le bellissime alture scaldate dal sole salgono fino alla cima del monte San Giacomo, solcate dalle fasce tipicamente liguri rette da muri costruiti pazientemente con scaglie di pietra, dove da secoli viene coltivato l'ulivo. I sentieri e le strade collinari consentono di raggiungere pregevoli edifici religiosi e svelano agli occhi dei visitatori splendidi scorci panoramici. E' difficile non rimanere incantati da questa cornice verde argentata che racchiude ed esalta il blu intenso del mare del tigullio, il giallo solare delle cascate di ginestra ed il rosso fuoco di tramonti. Lo sguardo spazia a 360° passando dal promontorio alla verdeggiante Val Fontanabuona, alle vette delle Valli Sturla, Aveto e Graveglia, per ritornare a scrutare l'orizzonte ,oltre la punta di sestri levante , alla ricerca delle coste delle vicine isole. Alcuni riferimenti alla storia di Cogorno sono contenuti nel suo stemma che ricorda : 

nella torre, la famiglia Cogorno, feudataria del luogo
nella chiesa, la medioevale Basilica di S.Salvatore dei Fieschi, monumento nazionale dal 1860
nel piccione, le note cave di ardesia del monte S.Giacomo 

La storia medievale del territorio è infatti legata ai signori di "Cogorno": già nel 1973, Cogorno si distingueva per la posizione topograficamente eminente e per un castello inaccessibile, una chiesa notevole ed un monastero. A due Papi, Innocenzo IV e Adriano V, zio e nipote appartenenti alla famiglia Fieschi, una delle più nobili ed illustri d'Italia e d' Europa, si deve la costruzione, nel XIII secolo, ai tempi della contesa con il grande Imperatore Federico II di Sveva, Stupor Mundi, dell' antica Basilica a S.Salvatore con il suo borgo. Il piccione fa poi espresso riferimento alle cave di ardesia scavate in gallerie sul monte S.Giacomo. I cavatori non avevano vita facile e l'assenza di strade carrozzabili costringeva le portatrici d'ardesia a trasportare in equilibrio sulla testa più lastre camminando lungo i sentieri lastricati che scendevano al mare di Lavagna la popolazione alternava il lavoro in cava con la coltivazione della terra in superficie e , nel 1610, Antonio Mangini scriveva: 

.... è meraviglioso il modo con che si cava, il quale è che si cava sotterra   anzi sotto possessioni vignate e coltivate  ove nasce gran quantità di vini e olii eccellenti..